ASSOCIAZIONE NAZIONALE BERSAGLIERI - PORDENONE
Sezione “MM.OO. Fratelli De Carli”……dal 1907

             

LA NOSTRA STORIA

(vedi anche la "Storia dei Nostri Bersaglieri")

A Pordenone un gruppo di bersaglieri in congedo costituisce nel 1907 la “Società ex Bersaglieri”, come testimonia la fotografia scattata nel cortile del ristorante cittadino, scomparso da tempo, “La Stella d'Oro”.

Il presidente e fondatore è il pordenonese Alessandro Toffoli, nato il 6 maggio 1874 e deceduto nel novembre del 1956. Madrina della Bandiera è la signora Odozilli, il cui marito è tra i fondatori della società, inserito nel consiglio e, pare, più tardi anche alla presidenza.

Come vessillo è assunta la Bandiera Italiana al cui centro, nella parte bianca, è ricamata la fiamma dei Bersaglieri, mentre due nastri pendenti dal puntale portano la scritta: “Società ex Bersaglieri” uno, e l'altro “Pordenone”, con sul fondo recante lo stemma sabaudo. Dalla foto si riconoscono 74 bersaglieri, un Ufficiale, un Cappellano e la Madrina.

Fino alla prima guerra mondiale abbiamo notizie frammentarie. Sappiamo che nel 1912 era ancora presidente il Toffoli, che riceve una stampa raffigurante Alessandro Lamarmora, inviata da Roma dal Col. Dovara, del Museo Storico di Porta Pia. Dice la dedica: “Roma 20 maggio 1912 - Alla società degli ex Bersaglieri Lamamora di Pordenone che con amore ed attività instancabile mantiene viva la fiamma delle memorie del Corpo glorioso - nobile orgoglio di tutti coloro che hanno avuto ed hanno l'onore di appartenenervi - A.ro Dovara, colonnello Bersaglieri Membro della direzione del Museo - Il capitano segretario del Museo, G.te Trompea”.

Il documento reca il timbro della società e la firma del “presidente Alessandro Toffoli”.

Pordenone all'epoca della fondazione dell'ANB Pordenone

Finita la prima guerra mondiale, si ricostruisce la società degli ex bersaglieri, che viene intitolata alle viventi Medaglie d'Oro F.lli De Carli. Uno di questi, il Ten. Nicolò, non solo è deputato nei governi di allora, ma ricopre importanti incarichi in seno alla nascente Associazione Nazionale Bersaglieri, che raggruppa le varie società fino ad allora sorte spontaneamente.

Si tratta di una “fusione” in un unico organismo nazionale, con gerarchia a carattere militare ma a democrazia elettiva, con rigido statuto e relative norme di applicazione. Anche le autorità politiche e militari vedono di buon grado il consolidamento centrale dell' Associazione Nazionale Bersaglieri e delle altre Associazioni "Consorelle", che così danno affidamento verso gli Enti con cui vengono a contatto. Ed infatti sono riconosciute dal Capo dello Stato ed avallate dal Ministro della Difesa.

Nel frattempo a Pordenone l'attività bersaglieresca è scandita dalle manifestazioni in occasione di date importanti, quali il 18 giugno o il 4 novembre.

In occasione del passaggio del Treno Speciale che trasportava la Salma del Milite Ignoto, destinato all'Altare della Patria, in Roma, e proveniente da Aquileia, la cittadinanza tutta accorse alla Stazione ferroviaria al seguito delle Associazioni Combattentistische e d'Arma, compreso quella dei Bersaglieri, che destò stupore ed entusiasmo per la sua vivacità. Ci sono ricordi in cui la fanfara dell' 11° di Gradisca veniva a suonare a Pordenone insieme alla fanfara sezionale, formata da pochi ma volenterosi bersaglieri congedati, per la sua festa annuale.

Vi sono testimonianze su Bottecchia, l'Ottavio Bottecchia di Colle Umberto (Tv), eroe e “caimano” del Piave, bersagliere ciclista dell'8°, che viveva a Pordenone ed era iscritto alla locale sezione bersaglieri. Amico dei De Carli (ne era dipendente durante il servizio militare, in guerra) dopo la tragica morte lo Stadio Comunale di Pordenone allora uno dei più famosi e moderni velodromi d’Italia) fu a lui intitolato.

Arriviamo al 1929 per avere un importante documento, il verbale delle elezioni, inviato all' “Ill.mo Signor Commissario di P.S. di Podenone”. In bella calligrafia sono elencati i nomi, la residenza, la professione e la carica sociale. Una annotazione dice che Presidenti Onorari sono le MM.OO. cav. Nicolò de Carli e il cav. Giuseppe De Carli, un'altra annotazione dice: “Questa Associazione Nazionale ex Bersaglieri fu istituita il 18 Giugno 1907 – Il Presidente Fondatore Alessandro Toffoli - n. 6 Maggio 1874”.

Importanti sono gli «Scopi della Associazione» riportati in fondo pagina:

“Rinsaldare sempre maggiormente i vincoli di cameratismo fra i Soci ex Bersaglieri. Tener vivo il ricordo delle Gloriose gesta del Corpo. Alimentare sempre più la fiamma ardente (Alere Flamman) dell'amore alla Patria per rivivere in Essa, conservando per Essa intatto il patrimonio dei ricordi e delle Glorie, che la resero Grande nel contesto delle Nazioni. Prendere parte a quelle manifestazioni pubbliche di puro carattere patriottico, inspirate ai più nobili sentimenti di devozione al primo Soldato d'Italia il Re, alla Patria, alle Autorità del Governo, al nostro Glorioso Esercito.), - Anno VII E.F. - Pordenone 8 dicembre 1929”. In quell'anno fu inaugurato il labaro di nuova foggia, come vuole la recente disposizione associativa, con Madrina sempre la consorte di Odozilli. Il discorso celebrativo, al vecchio Licinio, viene tenuto dal consigliere Boschi, oratore ufficiale della sezione; negli anni immediatamente successivi riveste anche la carica di presidente della sezione.

Nel 1933 altre elezioni portano alla carica di presidente il già citato Bertoncin, che invia una foto di gruppo al Mons. L. Giacomuzzi, Cappellano dei Bersaglieri e figura di spicco tra i piumati sanvitesi, che era venuta in visita a Pordenone.

Da un ritaglio del giornale del 1936 rileviamo che il “7 giugno, festa dello Statuto, dopo la parata militare alla quale la sezione prese parte” al vicepresidente A. Toffoli venne consegnata la Croce di Cavaliere della Corona d'Italia, presenti le MM.OO. De Carli.
II 1936 è un anno importante per i bersaglieri di tutta Italia: ricorre il centenario della fondazione del Corpo, e a Roma si tiene un Raduno Nazionale delle Fiamme Cremisi, che sarà memorabile, e per il quale fu stampato un numero unico esaltante le gesta dei piumati, e per ricordo furono coniate diverse medaglie.

Anche la “Compagnia di Pordenone” non manca all'appuntamento, e si allestisce una corriera di radunisti che raggiunge la Capitale per assistere alla apoteosi bersaglieresca, alla presenza del Capo del Governo di allora.

Dell'assemblea annuale dei soci del 18 aprile 1937, il “Popolo” scrisse: “Un buon centinaio di fiamme cremisi ha partecipato all'annuale rapporto della Sezione F.lli De CarIi - la quarta in anzianità fra le consorelle d'Italia - tenuto nella rinomata sala della Trattoria «Ai Gallo». La fanfara sezionale ha portato una nota di gaia animazione al convegno, facendo echeggiare le elettrizzanti marce del corpo e le canzoni della pace e della guerra, alle quali hanno fatto eco tutti gli intervenuti."

II bersagliere Anastasio Boschi, nella sua qualità di segretario, aprì la seduta ricordando in una felice sintesi i trent'anni di vita del sodalizio del quale diede poi la relazione economico-morale del 1936 concludendola con l'appello degli scomparsi. Nel rinnovamento delle cariche, l'assemblea chiamò alla presidenza il sig. Giacomo Springolo, e, per rendere particolare onore, nominò per acclamazione "Presidente Onorario" il cav. Alessandro Toffoli, nella ricorrenza giubilare della Sezione, da lui fondata con altri pochi compagni nell'ormai lontano 1907 e della quale egli fu il primo presidente.

Terminata tra vive acclamazioni e col saluto di rito la seduta, i bersaglieri, dopo una lieta bicchierata, chiusero il raduno.

Un altro giornale dell'epoca è più preciso sul particolare economico della sezione; dice testualmente: “...venne eletto il camerata Giovanni Springolo, al quale il cessato Consiglio presentò il bilancio finanziario con un attivo di cassa di £. 35, dopo aver sanato le precedenti passività di £. 480”. Viene naturale chiedersi che la “gita” a Roma costò cara alle casse della sezione, ma con altrettanta celerità i soci hanno provveduto con generosa partecipazione a pareggiare i conti.

Un vecchio labaro testimonia la data di inaugurazione della sezione al 18 giugno 1907, data incisa sul retro del basamento del puntale, mentre il labaro porta la scritta: Reggimento Bersaglieri d'Italia - Alessandro Lamarmora - Battaglione Friuli - Compagnia di Pordenone.

Il puntale è quello originale, portato dalla prima Bandiera della sezione, mentre la dizione si rifà alle nuove norme che regolano le associazioni d'Arma; esse vengono infatti inquadrate con suddivisione rifacentesi alla gerarchia militare e commissariate dal Ministero della Guerra. Troviamo infatti le nuove dizioni nelle successive elezioni per le cariche sociali della sezione.

Nel 1939 un ritaglio di giornale ci avverte infatti che il l° luglio “in seguito all'entrata in vigore del nuovo regolamento, le Gerarchie superiori dell'Associazione Nazionale Bersaglieri, ottenuta l'approvazione dell'autorità politica, hanno chiamato a far parte del nuovo comando della locale Compagnia “MM.OO. F.lli De Carli”, i camerati: capitano Umberto Barutti, quale comandante; cav. A. Toffoli, vice-comandante; Ferruccio Fioret, aiutante maggiore in prima; Pasquale Bortoluzzi, comandante del plotone di Zoppola; Paolo Rocali, di Cordenons; cav. Rosiano Bortolini, di Porcia; Giovanni Moretton, di Azzano Decimo. In una successiva giornata furono scambiate le consegne tra Giacomo Springolo e i nuovi dirigenti”.

Presumiamo che subito dopo questa data, allo scoppio della guerra, si siano bloccate le attività sezionali vere e proprie, mentre non mancò la partecipazione patriottica. Nel '43 però, come tutte le Associazioni d'Arma, anche la A.N.B. fu sciolta, e fu solo nel '49 che a Pordenone venne ricostituita la sezione, quando venne di stanza un Battaglione di Bersaglieri, primo nucleo della futura rinascita dell'So Reggimento Bersaglieri, proveniente da Verona.

Dice la cronaca del 5 giugno di quell'anno, che la domenica precedente si ritrovarono numerosi bersaglieri, tra i quali alcuni tra i fondatori: Toffoli, Giovanetti, Barutti, Odozilli, e una rappresentanza della sezione di Udine, con a capo il presidente col. Domenico Proto. Presiedendo l'assemblea il col. Carlo Giberti, fu dichiarata per acclamazione ricostituita la sezione, mentre le votazioni diedero i seguenti eletti: presidente cap. Umberto Barutti, vicepresidente cav. Alessandro Toffoli, consiglieri Giovanni Giovanetti, Domenico Odozilli, Angelo Bortoluzzi, segretario Lino Quaia. Ritrovo e sede sociale al “Bar Marconi” di Amerigo Cancian, futuro consigliere e vice-presidente della sezione.

Di tutto questo periodo non esistono memorie scritte, salvo pochi documenti, ma le successive tappe dell' Associazione locale vengono puntigliosamente registrate.

Nel 1959 nuove elezioni danno presidente il ten. Cesare Gargani, che resterà in carica fino al 1972.

In questi anni vengono gettate le basi di un rinnovamento e di nuove iniziative, che danno maggior lustro alla sezione e perciò al bersaglierismo locale.

Per prima cosa la sezione di Pordenone genera sezioni bersaglieresche a livello comunale (Pordenone non è ancora provincia).

Nel 1966 viene costituita la “Fanfara Bersaglieri in congedo di Pordenone”, che richiede dedizione, spirito di sacrificio, ma soprattutto grande passione bersaglieresca. Ideatore, fondatore e presidente è Gargani, coadiuvato, in un primo tempo, dal Maresciallo Jacono, da Mazzon Paolo, che gli farà da segretario, e successivamente dal Comm. Pegolo Piero, speaker e presentatore.

Sempre nel 1966 a Pordenone viene costituita la Presidenza Circondariale, che successivamente si trasforma in Presidenza Provinciale, data la costituzione politico-amministrativa della nuova Provincia italiana. Presidente provinciale viene eletto Cesare Gargani.

In quegli anni, inoltre, viene inaugurata la sede sociale: tre locali che l'Amministrazione Militare concede in affitto in un vecchio fabbricato demaniale in centro città.

Nel 1972, in ottemperanza alle nuove disposizioni delle cariche, viene eletto Paolo Jacono, il quale si dovrà dimettere perché rientra in servizio attivo, quale sottufficiale, presso 8° bersaglieri.

La carica viene ricoperta dal Cap. Alfonso Tucci sino al 1975, anno in cui viene eletto il Cap. Salvatore Cadin, fondatore anche di un giornalino di cronaca bersaglieresca a livello regionale “Fanfara Cremisi”.

Dal 1978 al gennaio 2009 la Sezione è stata presieduta dal Cav. Enrico Banchi. Ha prestato servizio quale Sergente nel V/8° rgt bersaglieri e nel XXXVIII/132° rgt carri “Ariete”. Ha ricoperto in precedenza le cariche di Segretario e di Consigliere di Sezione e dal 1978 al 1984 ha anche ricoperto la carica di Vice Presidente Provinciale. E’ Vice Presidente A.N.B. regionale F.V.G. dal 1999. Ha ricevuto l’Attestato di Benemerenza regionale nel 1980 e quello nazionale nel 1988. Il Capo dello Stato gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere O.M.R.I. il 27.12.1984.

Dal 12 febbraio 2009 al dicembre 2016 la Presidenza è retta dal Col. (ris.) bers. Cav. Alfredo Imbimbo; dal 2017 ad oggi è stato eletto Presidente il Bers. Mario GASPARINI.

La Storia dei Nostri Bersaglieri

 

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Prossime ATTIVITA'

 

Pordenone 6 aprile:

consegna attestati agli Eredi dei Caduti

Pasiano 9 giugno:

40° della Sezione

Cordenons 9 settembre

cel. Madonna del Cammino

Pordenone 14/15 set.:

Raduno ex 8° rgt bers.

Prata 22 set.:

40° del Monumento al Bers.

San Vito al Tagl. 2 novembre:

Benedizione nuovo Labaro

Trieste 3 novembre:

anniversario sbarco bersaglieri

Spilimbergo 5 novembre:

fatti del bivio dell'Agnul

Pordenone 23 e 24 novembre:

commemorazione dei Caduti di

Nassirjia, e del Fratelli De Carli

con Concerto e cerimonie

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